Progetto Farmaci Orfani
Le preparazioni galeniche — ovvero la produzione di prodotti farmaceutici all'interno delle singole farmacie — rappresentano un vero e proprio repertorio terapeutico alternativo a quello costituito dai farmaci, dai dispositivi medici, dai presidi medico chirugici, dai dermo-cosmetici e dai prodotti erborisaici di origine industriale. La preparazione galenica a differenza del prodotto industriale consente la personalizzazione del rimedio alle esigenze del paziente (ad esempio: assenza certa dei conservanti utilizzati, presenza di lattosio, presenza di saccarosio, aromatizzazione preparato, ecc.), permette la realizzazione dei cosiddetti farmaci orfani — ovvero farmaci ritirati dalla distribuzione per esclusivi motivi di natura commerciale o non immessi in commercio in alcuni paesi per lo stesso motivo — e rappresenta una concreta possibiltà di risparmio per il paziente in quanto il prodotto così realizzato non risulta gravato da costi elevati quali quelli di distribuzione e della pubblicità.
Preparazioni magistrali
Allestibili dietro presentazione di ricetta medica.
Al fine di promuovere la cultura galenica, Farmacia degli Stemmi ha pertanto deciso di aderire al protocollo del Progetto Farmaci Orfani proposto dal MSFI di cui di seguito si riporta un estratto. Il testo completo è disponibile sulla pagina uffuciale del progetto.
Protocollo del progetto
Il Movimento Spontaneo Farmacisti Italiani (MSFI) impegnato in iniziative volte alla tutela della salute del cittadino ed alla rivalutazione dell’immagine professionale della Farmacia Italiana, avendo preso coscienza delle difficoltà spesso incontrate dai pazienti affetti da malattie rare e dai loro familiari nella ricerca di punti di riferimento per la gestione farmacologica delle patologie diagnosticate, costretti in numerosi casi a reperire il farmaco necessario in Regioni distanti da quella di residenza, situazioni che vengono meno agli standard di equità nell’assistenza a livello nazionale previsti dalla Costituzione, propone un progetto che coinvolge le capacità galeniche e professionali delle farmacie italiane. Il protocollo è impostato come segue:
Il MSFI propone l’iniziativa e ne coordina le azioni con la collaborazione delle rappresentanze di categoria, curando inoltre il collegamento tra le varie istituzioni coinvolte.
L’impegno è rivolto alla gestione dei cosiddetti farmaci orfani intesi, in forma generale, come quei prodotti utili per trattare una Malattia Rara ma che non hanno un mercato sufficiente per ripagare le spese del loro sviluppo industriale.
Il campo di applicazione è ristretto a quei farmaci che non richiedono tecnologie di produzione e forme farmaceutiche particolarmente sofisticate, ossia a tutti quelli realizzabili in maniera estemporanea dal farmacista nel suo laboratorio, con un livello di qualità equivalente a quello richiesto per qualsiasi altro farmaco.
La gestione di questi farmaci può includere anche quelli off-label, con particolare riferimento a quelli pediatrici o neonatali.
Le farmacie aderenti si impegnano al rispetto delle procedure di dispensazione previste dalla legge 648/1996, ed a collaborare in maniera fattiva nelle attività di farmacovigilanza attiva e passiva per delineare i profili di efficacia e sicurezza dei farmaci coinvolti anche allo scopo di migliorarne l’appropriatezza d’uso.
Il progetto ha inoltre il fine di rivalutare la figura altamente professionale del farmacista, fornendo anche uno stimolo ad un maggiore progresso delle strutture e tecnologie delle farmacie italiane per favorirne l’inserimento attivo nelle future politiche di prevenzione e cura nell’ottica di un miglioramento continuo della qualità sociale dell’esercizio farmaceutico. Questa iniziativa risulta essere inoltre fortemente coerente e compatibile con la funzione sanitaria e sociale della professione, fornendo più forza al ruolo del farmacista come dispensatore di fiducia, funzione che ha sempre caratterizzato il suo rapporto con la popolazione.
L’allargamento a livello europeo del progetto sulla gestione galenica di determinate patologie rare garantirebbe inoltre una maggiore ottimizzazione delle risorse in quanto, una volta individuati i farmaci orfani di scarso interesse commerciale per le industrie, che abbiano comunque delle basi razionali d’impiego a seguito di studi specifici condotti da centri di ricerca finanziati direttamente dalla UE, una apposita Commissione potrebbe indicare i farmaci allestibili nei laboratori galenici delle farmacie distribuite nei diversi Stati Europei. La trasformazione della produzione da industriale a magistrale porterebbe ad un abbattimento dei costi in quanto il farmaco verrebbe prodotto solo “quando serve e dove serve”, riducendo le spese generali di produzione, distribuzione e stoccaggio, con una conseguente riduzione del prezzo finale a carico dei Servizi Sanitari dei singoli Stati dell’Unione. La standardizzazione delle formule e procedure galeniche gestita a livello europeo fornirebbe così una maggiore garanzia di equità di trattamento e terapia ai pazienti affetti da malattie rare presenti nei differenti Stati della Comunità Europea. Inoltre questo tipo di approccio, inteso a coinvolgere le farmacie, sarebbe anche coerente, in ultima analisi, con gli obiettivi perseguiti dalle autorità europee sulla gestione dei farmaci orfani, tra cui: incentivare le piccole e medie imprese competenti a partecipare alla diffusione di questi farmaci; favorire lo sviluppo delle conoscenze delle malattie rare, migliorare la comunicazione e gli scambi tra i diversi centri di ricerca, le istituzioni, i pazienti, ecc.
Una parte delle risorse economiche recuperate potrebbe essere utilizzata per incentivare e finanziare lo sviluppo tecnologico-strumentale dei laboratori delle farmacie, favorendo così l’emancipazione professionale e sociale del modello produttivo proposto, secondo una logica di integrazione sul territorio con le diverse istituzioni sanitarie, ma sempre e comunque nell’interesse dei pazienti.
La legittimazione di questo progetto, considerato anche nell’ottica della riduzione dei costi per i Servizi Sanitari in questo momento di crisi del welfare, proporrebbe la farmacia come vantaggioso sostituto, per le specifiche competenze, nella gestione delle necessità farmaceutiche dei cittadini affetti da malattie rare, che avranno a loro disposizione oltre all’apporto professionale anche quello umano dei farmacisti, a loro volta motivati ad estendere le proprie capacità e competenze. Anche dal punto di vista occupazionale si potrebbe ottenere un notevole incremento di posti di lavoro qualificati e professionalmente gratificanti per i giovani laureati, programmando e stimolando anche l’interscambio formativo fra le Università coinvolte nel progetto, le farmacie ed i laboratori di ricerca, attività che potrà esaltare le potenzialità e le capacità degli studenti e dei giovani neo laureati. Questa iniziativa avrebbe inoltre la possibilità di favorire gli scambi tecnico-culturali tra i farmacisti delle varie Regioni Italiane, oltre che con quelli dei vari Stati della UE, per mezzo di stages, tirocini professionali e offerte di lavoro, qualificando ulteriormente la Farmacia Europea, al servizio dell’intera comunità e della ricerca scientifica.
